Ma tu parli… scandinavo?

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Perché norvegese, svedese e danese sono lingue così simili? Qual è la storia delle lingue scandinave? Il finlandese e l’islandese sono lingue nordiche? Cercherò di dare una risposta a queste e altre domande sulle meravigliose lingue del profondo nord.

Mettendo a confronto lo stesso testo in svedese, norvegese e danese, subito noterete che sono molto simili. Questa somiglianza non è dovuta soltanto alla loro vicinanza geografica, ma è dovuta a una storia un attimino più complicata e intrecciata a livello politico e sociale.

The Big Branch Theory

Cominciamo con la storia semplificata delle lingue scandinave. Le lingue scandinave sono lingue del ceppo germanico. Le lingue germaniche possono essere raggruppate in tre macro-gruppi: abbiamo germanico occidentale, germanico orientale e germanico settentrionale. Il ramo germanico orientale è ormai estinto e comprendeva il burgundi, il vandalico e il gotico – il quale è l’unico di cui ci rimane testimonianza scritta (la traduzione della Bibbia del vescovo Wulfila). Di questi ultimi due non rimangono testimonianze scritte. Le lingue germaniche e i dialetti che vengono parlati oggi derivano tutti o dal ramo settentrionale o da quello occidentale.

Facendo un’ipersemplificazione, le lingue germaniche occidentali si sono divise in più ramificazioni ed è qui che collochiamo inglese, tedesco, olandese, afrikaans e yiddish.

Danese, norvegese, svedese, faroese e islandese sono tutte lingue derivanti dal germanico settentrionale.

Ma c’è di più.

Infatti il germanico settentrionale si divide, a sua volta, in orientale e occidentale. Nel ramo orientale abbiamo svedese, danese e gutnico, mentre nel ramo occidentale abbiamo islandese, norvegese e faroese.

I dialetti occidentali però derivano tutti dal norvegese medievale grazie ai *rullo di tamburi* i VICHINGHI! Non quelli della serie TV, ma i quelli che in realtà non indossavano gli elmi con le corna. Diciamo che i vichinghi non se ne andavano in giro solo a saccheggiare villaggi e compiere razzie, ma hanno aiutato nell’esportazione della loro lingua. Questo “export” è di due tipi:

  • – Da un lato abbiamo la colonizzazione di territori inabitati come le isole Faroe, l’Islanda e la Groenlandia.
  • – Dall’altro lato possiamo dire che i vichinghi si sono integrati con il substrato preesistente. Anche linguisticamente. Un esempio è dato dall’assimilazione con il sostrato celtico nelle isole britanniche.

Quindi la lingua parlata dai vichinghi ha raggiunto l’Islanda e le isole Faroe ed è rimasta più pura rispetto al norvegese, svedese e danese. Questo si nota in particolare dall’uso, ancora oggi, di due lettere derivanti dalle rune – Þ/þ e Ð/ð. Questo è dovuto alla lontananza geografica di questi posti che li ha mantenuti più lontani da altre influenze linguistiche, cosa che invece non è accaduta troppo per il norvegese, il quale invece si è avvicinato al “ramo orientale” (di cui fanno parte svedese e danese) a causa della dominazione danese (come vedremo tra pochissimo).

E il Groenlandese?

Eh già, i nostri simpatici vichinghi arrivarono anche in Groenlandia e addirittura in Nord America secondo alcune descrizioni geografiche contenute in alcune saghe. I nostri amici esportarono ancora una volta la loro lingue ed è così che si ipotizza l’esistenza del norreno groenlandese, di cui ci rimangono esigue iscrizioni runiche. E la storia finisce così, desolata come la Groenlandia ai tempi di Erik il rosso. L’attuale groenlandese non è una lingua nordica, ma appartiene al ceppo eschimo-aleutino, non imparentano con le lingue germaniche nemmeno per sbaglio.

Ma invece il finlandese?

Il finlandese in tutto ciò non c’è perché non è una lingua nordica, nonostante la Finlandia sia vicina alla Scandinavia culturalmente e geograficamente. Purtroppo se si definisce il finlandese una lingua scandinava o nordica, rischiamo di far piangere gli appassionati di linguistica storica. E di farli nascondere in un angolino. Cosa che mi accade spesso…

Linguisticamente parlando, il finlandese è una lingua unica. Appartiene al ceppo ugrofinnico, tra cui vediamo ungherese ed estone, ma se mettiamo a confronto queste tre lingue, ci renderemo conto che non hanno niente in comune. Soprattutto con l’ungherese.

Devo ammettere che ho provato a imparare il finlandese diverse volte, ma purtroppo non ho mai continuato. Il finlandese è una di quelle lingue che ti traumatizzano già per il solo fatto di essere lingue agglutinanti. Come se non bastasse, il finlandese declina TUTTO (nomi, aggettivi, verbi etc) in base a 15 casi. QUINDICI. Quindi no grazie, meglio evitare traumi non necessari.

Quanti norvegesi esistono?

Il norvegese è una lingua meravigliosa, si sa, ma la Norvegia è stata sotto l’influenza sia della Danimarca che della Svezia per diversi secoli (anche se l’influenza della Danimarca è stata decisamente più forte rispetto a quella della Svezia): il norvegese è probabilmente tra le lingue nordiche più interessanti e si merita un articolo tutto suo, anche perché c’è molto da spiegare a riguardo. Qui mi limiterò a dire che esistono due forme ufficiali scritte del norvegese: il bokmål (letteralmente lingua del libro) and nynorsk (lett. neo-norvegese).

Il modo migliore per imparare una lingua è viaggiare nel paese dove la si parla. Quindi perché non trarre ispirazione da alcuni degli articoli sulla Norvegia, ad esempio?

Non dimenticatevi di condividere questo articolo sulla (brevissima) storia delle lingue scandinave se vi è piaciuto! 🙂

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